Evoluzione/novità

Equo compenso e intelligenza artificiale: una norma che riguarda pochi, ma la formazione obbligatoria riguarda tutti

di Federico Loffredo | 1 Luglio 2026
Equo compenso e intelligenza artificiale: una norma che riguarda pochi, ma la formazione obbligatoria riguarda tutti

L'introduzione dell'intelligenza artificiale nei parametri dell'equo compenso rappresenta una novità destinata, almeno inizialmente, a incidere solo sui rapporti con i cosiddetti "clienti forti" previsti dalla legge 49/2023. L'aspetto di maggiore impatto per la generalità dei commercialisti è invece l'obbligo di formazione sull'IA, che riguarderà competenze tecniche, normative e deontologiche, rafforzando il principio della supervisione umana. La categoria parte da una posizione già avanzata grazie alle guide operative e agli strumenti predisposti dal CNDCEC, ma sarà necessario tradurre tali indicazioni in procedure interne, informativa ai clienti e prassi organizzative coerenti con il nuovo quadro normativo europeo e nazionale.

Contenuto riservato agli
Abbonati MIA | MySolution Intelligenza Artificiale

Sei già Abbonato?

Esegui qui l'accesso

Non sei ancora Abbonato a MIA?

Richiedi info
Abbonati MIA | MySolution Intelligenza Artificiale
Promo 15 giorni
Sintesi elaborata da MySolution IA:
L'introduzione dell'IA nei parametri dell'equo compenso interesserà inizialmente solo i clienti forti. La formazione obbligatoria sull'IA, che coprirà aspetti tecnici, normativi e deontologici, avrà un impatto più ampio. I commercialisti partono avvantaggiati grazie alle guide operative del CNDCEC, ma dovranno strutturare procedure interne e informativa ai clienti.