
Il D.L. 3 aprile 2026, n. 42 (pubblicato in G.U. n. 78 del 3 aprile 2026) interviene, in continuità con il D.L. 18 marzo 2026 n. 33 e il D.L. 27 marzo 2026 n. 38, per fronteggiare gli effetti dell’eccezionale incremento dei prezzi dei carburanti e delle materie energetiche sui mercati internazionali e per sostenere il tessuto produttivo nazionale. Le misure si articolano lungo tre direttrici principali: il rafforzamento dei crediti d’imposta per investimenti produttivi e in autoproduzione di energia rinnovabile, la rideterminazione temporanea delle aliquote di accisa su benzina, gasolio, GPL e gas naturale, e riconoscimento di un credito d’imposta dedicato alle imprese agricole per l’acquisto di gasolio e benzina. Il decreto potenzia inoltre gli strumenti di sostegno all’internazionalizzazione delle imprese impattate dal rincaro energetico o dalle conseguenze del conflitto nell’area del Golfo Persico, incrementando le quote di cofinanziamento a fondo perduto sui finanziamenti agevolati SIMEST, con intensità maggiorata per le PMI. Gli oneri derivanti dalle nuove agevolazioni e riduzioni d’imposta sono coperti tramite un complesso intervento di rimodulazione e incremento di fondi esistenti, compreso il fondo per le emergenze in agricoltura, il Fondo nazionale per l’efficienza energetica, i contratti di sviluppo, i fondi MASE alimentati dai proventi ETS e il fondo di cui all’articolo 1, comma 519, della legge 30 dicembre 2023 n. 213. Il provvedimento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge, costituendo tassello centrale del pacchetto emergenziale sui prezzi petroliferi del 2026.



Risposta di Andrea Bongi, Maurizio Tozzi

