Con la pubblicazione, nella Gazzetta Ufficiale n. 24 del 30 gennaio 2026, del D.Lgs. 19 gennaio 2026, n. 10, l’ordinamento tributario italiano compie un passo di indubbia rilevanza sul piano sistematico: nasce il Testo Unico in materia di IVA, destinato a trovare applicazione a decorrere dal 1° gennaio 2027, come espressamente stabilito dall’art. 171 del Decreto. Il differimento dell’efficacia - rispetto all’originaria previsione del 2026 - si colloca nel solco del rinvio generalizzato disposto dal c.d. D.L. “Milleproroghe” (art. 4 del D.L. n. 200/2025) per l’entrata in vigore dei principali Testi Unici della riforma fiscale. La scelta temporale non è neutra. Essa segnala la consapevolezza del legislatore che l’IVA, più di altri tributi, richiede coordinamento, gradualità e stabilità, essendo un’imposta profondamente intrecciata con il diritto unionale, la prassi amministrativa e la giurisprudenza della Corte di Giustizia UE. In questo quadro, il Testo Unico IVA si presenta come un’operazione di riordino strutturale, più che come una riforma sostanziale del tributo.