Commento
PROCESSO TRIBUTARIO

Ritenute unionali e adesione del sostituto: il diritto al rimborso non si arresta davanti ad alcun elemento formalistico

di Matteo Rizzardi | 13 Febbraio 2026
Ritenute unionali e adesione del sostituto: il diritto al rimborso non si arresta davanti ad alcun elemento formalistico

L’annosa questione della prevalenza della sostanza sulla forma nel diritto tributario, specialmente in ambito eurounionale, trova una nuova e vigorosa affermazione in una recente pronuncia di legittimità. Il tema, delicatissimo, riguarda i rapporti infragruppo transfrontalieri e il regime di esenzione da ritenuta sugli interessi corrisposti a consociate europee, disciplinato dalla Direttiva n. 2003/49/CE e recepito nel nostro ordinamento dall’art. 26-quater del D.P.R. n. 600/1973. Troppo spesso l’Amministrazione finanziaria, trincerandosi dietro il dato formale o l’effetto preclusivo degli istituti deflativi, nega diritti sostanziali garantiti dall’ordinamento comunitario. È qui che l’intervento dei giudici di legittimità diviene essenziale per ristabilire l’ordine delle priorità: il rispetto delle procedure interne non può svuotare di contenuto il diritto del contribuente estero che abbia effettivamente sopportato il carico impositivo.

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Sintesi elaborata da MySolution IA:
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'accertamento con adesione tra sostituto d'imposta italiano e Fisco non preclude al beneficiario estero, che ha reintegrato finanziariamente la consociata, di richiedere il rimborso delle imposte indebitamente versate. La mancata produzione tempestiva della documentazione richiesta non esclude il diritto all'esenzione se sussistono i requisiti sostanziali previsti dalla normativa comunitaria.