Commento
63° Congresso Nazionale UNGDCEC - LE INTERVISTE MYSOLUTION

Commercialisti, il salto è nella consulenza: formazione e competenze per governare il cambiamento

27 Marzo 2026
Commercialisti, il salto è nella consulenza: formazione e competenze per governare il cambiamento

Nel percorso di evoluzione della professione, il Commercialista è chiamato a superare il modello tradizionale legato agli adempimenti per assumere un ruolo sempre più consulenziale. In questa intervista, il Presidente della Fondazione Centro Studi UNGDCEC, Francesco Savio, evidenzia come formazione, ricerca e specializzazione rappresentino le leve strategiche per governare il cambiamento, affrontando temi chiave come crisi d’impresa, processo tributario e compliance. Un’evoluzione che richiede competenze sempre più avanzate e strumenti operativi in grado di supportare concretamente l’attività quotidiana degli studi.

D. Il Congresso UNGDCEC di Napoli, che oggi entra nel vivo, è dedicato alla “Prova d’intesa”: quale contributo può offrire la ricerca e l’attività della Fondazione per favorire un dialogo più efficace tra professionisti e Amministrazione finanziaria? 

R. La “Prova d’intesa” oggetto del Congresso deve avere come fine quello di fare in modo che contribuenti, mondo professionale, Amministrazione Finanziaria e Giustizia Tributaria, in ultima istanza, possano lavorare su un tessuto normativo chiaro, lineare e evitando incertezze interpretative e applicative. Dopodichè questa intesa deve ribaltarsi sulla quotidianità dei rapporti nelle diramazioni locali dell’Amministrazione Finanziaria ed è sul campo che noi, per fare la nostra parte, dobbiamo farci trovare preparati.

D. Il programma del Congresso affronta temi come crisi d’impresa, innovazione e fiscalità: quali sono, secondo voi, le aree su cui la professione necessita oggi di maggiore approfondimento e sviluppo scientifico? 

R. In tema di sviluppo scientifico sicuramente tutto quello che concerne l’area della crisi d’impresa ha ancora tanto spazio di studio e approfondimento, oltre che di diffusione della conoscenza. Si tratta di un ecosistema normativo ancora con molte sfaccettature da esplorare, dove lo studio scientifico può sbloccare innumerevoli soluzioni per il risanamento aziendale. Altra area è quella che concerne il processo tributario, dalla gestione dello "schema d’atto" all'analisi rigorosa delle motivazioni dell'avviso, fino alla partita decisiva sull'onere della prova: la ricerca scientifica della Fondazione su questi temi non deve abbassare la guardia. 

D. La professione si sta evolvendo verso un ruolo sempre più consulenziale: come può la formazione – anche attraverso strumenti editoriali e operativi – accompagnare questo cambiamento? 

R. Tenuto conto che l'evoluzione della professione, per avere un maggiore valore aggiunto, va verso la consulenza rispetto alla sola gestione degli adempimenti, questo cambiamento richiede un radicale cambio di mentalità: la formazione non può più essere solo un aggiornamento normativo "passivo", ma deve tendere verso un’abilitazione di competenze strategiche e specifiche. Pertanto, la proposta formativa invece di cercare di attrarre un elevato numero di presenze (o di interesse quali tirature nel caso dell’editoria) e quindi puntare su temi di base e di largo interesse, dovrà tendere sempre di più a proposte molto specifiche, anche se con un numero molto più limitato di presenze sui singoli temi. Solo alzando il livello delle conoscenze specifiche si può attuare il cambiamento. 

D. Il progetto editoriale “La Consulenza Tecnica d’Ufficio nel processo civile dopo la riforma Cartabia”, curato da MySolution distribuito durante il Congresso, rappresenta un’estensione dell’esperienza formativa: quali sono i temi che la Fondazione ritiene più urgenti da affrontare e che affronterà nei prossimi mesi? 

R. Il tema più urgente che va affrontato, non tanto come formazione ma come informazione per poter dare ai giovani commercialisti gli strumenti consulenziali necessari, è quello relativo agli aspetti di compliance sui quali l’Amministrazione Finanziaria continuerà a puntare in futuro. Parliamo non tanto degli aspetti relativi al concordato preventivo, ma soprattutto dell’adempimento collaborativo, che se oggi pare “lontano” dati gli elevati indici per la sua applicazione obbligatoria, potrà essere un istituto molto più vicino all’attività ordinaria nei prossimi anni.

 

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