
Accordi di ristrutturazione del debito: non tassabili le sopravvenienze da stralcio dei debiti anche se di importo inferiore alle perdite fiscali e agli interessi passivi e oneri assimilati. È questa la corretta interpretazione che deve essere data al comma 4-ter dell’art. 88 del TUIR secondo la Corte di Cassazione. Tale principio di diritto è contenuto nella recente ordinanza n. 6763/2026 del 20 marzo scorso secondo il quale: “Ai sensi dell’art. 88, comma 4-ter, TUIR, deve escludersi che costituisca sopravvenienza attiva tassabile non solo l’eccedenza dei debiti stralciati per effetto della ristrutturazione prevista dall’art. 182-bis l. fall. (oggi art. 58 CCII) rispetto alle perdite, di periodo e pregresse, calcolate nel loro valore integrale, agli interessi passivi ed agli oneri assimilati, ma anche, nella diversa ipotesi in cui i debiti stralciati siano pari o inferiori alle dette perdite, agli interessi passivi ed agli oneri assimilati, l’importo dei detti debiti, dovendo ritenersi assorbiti nel monte delle perdite”.

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