
La sentenza n. 19101/2026 della Corte di Cassazione conferma che la bancarotta da esposizione di passività inesistenti costituisce un reato di pericolo concreto. Non è necessario che il creditore fittizio abbia effettivamente partecipato al riparto dell’attivo fallimentare o che il danno si sia già prodotto. È sufficiente che la condotta sia idonea a compromettere la garanzia patrimoniale dei creditori. La pronuncia si inserisce in un orientamento consolidato che anticipa la soglia di tutela penale ma pone interrogativi sull’accertamento dell’offensività concreta e sul ruolo del dolo specifico.

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