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Chiusura d’ufficio della partita IVA: linea dura delle Corti di merito

di Andrea Bongi | 28 Ottobre 2026
Chiusura d’ufficio della partita IVA: linea dura delle Corti di merito

La chiusura d’ufficio della partita IVA rappresenta uno degli strumenti più incisivi a disposizione dell’Amministrazione finanziaria per contrastare fenomeni evasivi e attività economiche soltanto apparenti. Le conseguenze del provvedimento, tuttavia, vanno ben oltre la semplice cancellazione di una posizione fiscale, potendo incidere sulla stessa possibilità di proseguire o intraprendere un’attività economica. Tre recenti pronunce delle Corti di Giustizia tributaria di Bari (sentenza n. 2842/2025), Napoli (n. 22008/2025) e Teramo (n. 64/2026), tutte in composizione monocratica, consentono di esaminare concretamente i presupposti utilizzati dagli Uffici per disporre la cessazione delle partite IVA e le argomentazioni attraverso le quali i giudici hanno confermato la legittimità dei provvedimenti respingendo i ricorsi dei contribuenti.

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Sintesi elaborata da MySolution IA:
Le Corti tributarie confermano la legittimità delle chiusure d'ufficio delle partite IVA, basate su segnali di rischio come IVA non versata, assenza di documentazione e attività economiche inesistenti.