
La chiusura d’ufficio della partita IVA rappresenta uno degli strumenti più incisivi a disposizione dell’Amministrazione finanziaria per contrastare fenomeni evasivi e attività economiche soltanto apparenti. Le conseguenze del provvedimento, tuttavia, vanno ben oltre la semplice cancellazione di una posizione fiscale, potendo incidere sulla stessa possibilità di proseguire o intraprendere un’attività economica. Tre recenti pronunce delle Corti di Giustizia tributaria di Bari (sentenza n. 2842/2025), Napoli (n. 22008/2025) e Teramo (n. 64/2026), tutte in composizione monocratica, consentono di esaminare concretamente i presupposti utilizzati dagli Uffici per disporre la cessazione delle partite IVA e le argomentazioni attraverso le quali i giudici hanno confermato la legittimità dei provvedimenti respingendo i ricorsi dei contribuenti.

Errore di accesso al sistema, riprova tra qualche minuto
Prova nuovamente ad eseguire l'accessoATTENZIONE: 10 tentativi rimasti prima di bloccare l'account.
Se non ricordi la password clicca qui
Operazione riuscita correttamente
Si è verificato un errore, riprova più tardi
Funzionalità non abilitata per utenti Demo
La funzione di ricerca è disponibile solo per gli utenti abbonati