
L’attività di controllo nel settore dei bar può essere orientata attraverso l’analisi congiunta dei principali indicatori economici dichiarati, con particolare attenzione alle situazioni che presentano elementi di incoerenza rispetto alle caratteristiche dell’attività esercitata.
Tra gli aspetti maggiormente significativi assumono rilievo la relazione tra ricavi e costo del venduto, l’incidenza del costo del personale, il volume d’affari dichiarato e, più in generale, la capacità dell’attività di produrre un risultato economico coerente con la struttura aziendale e con l’impegno richiesto per il suo esercizio.
In tale prospettiva, particolare attenzione può essere riservata ai bar che dichiarano redditi annuali inferiori a 30.000 euro, soprattutto quando tale risultato si accompagna a volumi di attività, costi di gestione e impiego di personale non trascurabili.
Un livello di redditività particolarmente contenuto e protratto nel tempo può infatti rappresentare un indicatore di possibile antieconomicità della gestione, da approfondire alla luce delle concrete caratteristiche dell’impresa.
Il confronto tra ricavi e costo del venduto - Uno degli indicatori utili nella fase di analisi è rappresentato dal rapporto tra i ricavi dichiarati e il costo sostenuto per l’acquisto dei prodotti destinati alla vendita e alla somministrazione. Nel settore dei bar, il confronto con operatori aventi caratteristiche analoghe può contribuire a evidenziare situazioni nelle quali il margine dichiarato appare sensibilmente inferiore rispetto a quello riscontrato presso attività comparabili. Lo scostamento, tuttavia, non può essere valutato isolatamente.
La marginalità può infatti risentire della tipologia di prodotti commercializzati, della localizzazione dell’esercizio, della politica dei prezzi, della composizione delle vendite, della presenza di consumi interni, sfridi, deterioramenti, omaggi e di ulteriori caratteristiche specifiche dell’attività.
Per questo motivo il confronto con valori medi o mediani di settore deve essere utilizzato principalmente come strumento di selezione del rischio, da integrare con gli altri dati disponibili.
Quando il reddito dichiarato segnala una possibile antieconomicità - Un ulteriore elemento di analisi riguarda la relazione tra il reddito dichiarato e la complessiva struttura dell’attività.
La dichiarazione di un reddito inferiore a 30.000 euro annui può assumere particolare rilevanza quando l’esercizio presenta contemporaneamente costi significativi per acquisti, personale, locazioni e gestione ordinaria.
In tali situazioni può risultare utile verificare se il risultato economico dichiarato trovi una ragionevole giustificazione nelle condizioni effettive dell’attività oppure se emerga una situazione di apparente antieconomicità.
L’attenzione può essere maggiore nei casi in cui il basso reddito si ripeta per più annualità, nonostante la continuità dell’attività, la presenza di personale dipendente e volumi d’affari non marginali.
La valutazione deve comunque essere effettuata considerando le circostanze del singolo caso: eventi straordinari, investimenti, situazioni di crisi, particolari condizioni contrattuali o altre ragioni economiche possono infatti spiegare una redditività ridotta.
Un’analisi basata su più indicatori - La selezione dei bar da sottoporre ad approfondimento può risultare più efficace quando vengono considerate congiuntamente diverse anomalie.
Tra gli elementi che possono concorrere alla formazione del profilo di rischio rientrano:
La presenza contemporanea di più indicatori può rendere maggiormente significativa la posizione e giustificare un successivo approfondimento istruttorio.
Dall’anomalia all’accertamento - Gli indicatori economici non devono essere considerati come parametri automatici per la determinazione di maggiori ricavi. Il loro utilizzo consente piuttosto di individuare le posizioni sulle quali concentrare l’attività di controllo. In sede di approfondimento sarà quindi necessario verificare la situazione concreta del singolo esercizio, considerando, tra gli altri elementi, la tipologia dell’offerta, i prezzi praticati, gli acquisti effettuati, la composizione delle merci, gli inventari, gli sfridi, il personale impiegato, gli orari di apertura e le caratteristiche commerciali della zona.
Il confronto tra marginalità, struttura dei costi e reddito dichiarato può così fornire un quadro più completo della coerenza economica dell’attività.
Nel settore dei bar, in particolare, un reddito stabilmente inferiore a 30.000 euro, associato a una struttura aziendale e a volumi di attività significativi, può rappresentare un elemento meritevole di approfondimento sotto il profilo dell’antieconomicità, fermo restando che ogni eventuale accertamento deve essere fondato sulle specifiche risultanze relative al contribuente esaminato.
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