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Manovra 2027: al vaglio taglio dell’IRPEF per il ceto medio e cedolare secca sui negozi

28 Settembre 2026
Manovra 2027: al vaglio taglio dell’IRPEF per il ceto medio e cedolare secca sui negozi

Il viceministro all’Economia e alle Finanze Maurizio Leo è intervenuto nel corso dell’edizione speciale di Telefisco del 24 settembre 2026 delineando le possibili priorità fiscali per la prossima Manovra.

Tra queste, spiccano l’alleggerimento dell’IRPEF per i contribuenti con redditi medi, il sostegno all’occupazione giovanile ed il ritorno della cedolare secca per le locazioni commerciali. Le misure, tuttavia, restano subordinate alla disponibilità delle risorse e alle decisioni politiche che interverranno nel corso dell’iter di conversione.

Taglio IRPEF al ceto medio

Sul fronte dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, l’ipotesi in discussione consiste nell’estendere l’aliquota del 33% anche allo scaglione compreso tra 50.000 e 60.000 euro. L’obiettivo dichiarato è proseguire il percorso di riduzione della pressione fiscale sul ceto medio. Secondo le prime valutazioni tecniche, l’intervento avrebbe un costo significativo, stimato in circa 2,7 miliardi di euro, rendendo probabile l’introduzione di correttivi per limitare il beneficio ai contribuenti effettivamente destinatari della misura.

Misure per i giovani

Un secondo capitolo riguarda i giovani, per i quali è al vaglio un taglio mirato del carico fiscale. L’idea di fondo prevederebbe:

  • una sorta di tassazione agevolata (analoga alla flat tax del 5% per gli aumenti contrattuali 2026) concessa su determinati redditi di nuova formazione,
  • da accompagnare ad incentivi ad hoc per le imprese che assumono lavoratori al di sotto di una soglia anagrafica ancora da definire.

Il modello prospettato punta a combinare il vantaggio fiscale per il dipendente con una riduzione del costo sostenuto dal datore di lavoro.

Cedolare secca per i negozi

Tra le proposte figura inoltre la possibile estensione della cedolare secca agli immobili commerciali. Si tratta per certi versi di un ritorno al passato. È verosimile, infatti, che il regime vada a riproporre, con limiti più selettivi, l’esperienza del 2019, quando l’aliquota del 21% era stata prevista:

  • per alcuni locali classificati nelle categorie catastali C/1,
  • entro il limite dei 600 metri quadrati
  • per i contratti stipulati nello stesso anno.

Una delle ipotesi circolate negli scorsi giorni ridurrebbe la superficie agevolabile a 300 metri quadrati.

Riforma fiscale

Al di fuori della manovra, il Governo punta a completare il riordino della disciplina fiscale. Gli otto Testi unici dovrebbero costituire la base del nuovo Codice tributario, atteso entro ottobre, con entrata in vigore dal 1° gennaio 2027. Il progetto dovrebbe includere collegamenti tra vecchie e nuove disposizioni, così da agevolare l’attività quotidiana di professionisti e contribuenti.

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