
La distribuzione delle riserve costituisce uno degli esempi più significativi dell’asimmetria tra disciplina civilistica e disciplina tributaria. La qualificazione della posta attribuita ai soci non rileva soltanto sul piano della rappresentazione contabile, ma incide direttamente sulla conformazione del prelievo in capo alla società e ai soci, riflettendosi altresì sulla struttura di convenienza delle operazioni di riorganizzazione patrimoniale e societaria. In tale prospettiva, la ricostruzione della natura delle riserve assume un rilievo non meramente contabile, bensì propriamente qualificatorio, in quanto condiziona l’individuazione del presupposto impositivo, la tenuta della pianificazione fiscale e la prevenzione di fenomeni di duplicazione d’imposta o di riqualificazione delle operazioni da parte dell’Amministrazione finanziaria.

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